“L’arte è un dialogo tra l’uomo e la sua anima”, richiamava Giuseppe Ungaretti in una lettera datata 1920, una tra le cinquantatré che compongono il carteggio tra il poeta e Carlo Carrà.

Pittore e critico sulle pagine de “L’Ambrosiano”, Carlo Carrà oltre che ascoltare la sua anima sapeva interpretare il proprio tempo, tanto che nelle diverse stagioni della sua arte è davvero possibile, come scriveva Roberto Longhi, comprendere il lungo corso di un “vero pittore italiano”.
La sua fortuna non ha subito inflessioni, amato dalla critica, dal pubblico e dal collezionismo che recentemente ha fatto registrare da Christie’s un nuovo record d’asta per il dipinto metafisico Solitudine del 1917, stimato 2,5-3,5 milioni di sterline e aggiudicato a 3,1 milioni di sterline (3,7 milioni di euro).
A Milano il nipote Luca Carrà è oggi l’anima dell’Archivio, nato tra la fine degli anni ’50 e i primi anni ’60 dall’esigenza di riordinare il lavoro del maestro: “Le attività principali dell’Archivio – afferma Luca Carrà – sono di aiutare i curatori delle mostre a reperire opere per importanti esposizioni, aiutare gli studiosi nelle loro ricerche e tutelare i collezionisti da incauti acquisti”.
L’Archivio di Via Casale 7 contiene, oltre alle riproduzioni fotografiche di tutte le opere catalogate, le relative informazioni tecniche e le ubicazioni che vengono costantemente tenute aggiornate. Oltre al catalogo generale dell’opera di Carlo Carrà, sono consultabili previo appuntamento i volumi delle Biblioteca che conserva cataloghi di mostre e monografie datate a partire dai primi del ‘900, nonché la libreria d’arte dell’artista.

Carlo Carrà, Loneliness, 1917, courtesy Studio fotografico Carlo Carrà, Milan, MyTemplArt Magazine

Carlo Carrà, Solitudine, 1917, crediti Studio fotografico Carlo Carrà, Milano

I carteggi di Carlo Carrà con le varie personalità del mondo artistico e culturale del tempo sono invece conservati al MART di Rovereto, facilmente consultabili grazie al lavoro di schedatura, digitalizzazione e consulto on line offerto dall’istituzione.
“Altri fruitori – continua Carrà – sono i collezionisti, le gallerie e le case d’asta che si rivolgono a noi per il controllo delle opere, ma non solo. Anche il Nucleo dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Artistico si rivolge spesso a noi che lo sosteniamo anche appoggiandolo nella ricerca delle opere rubate”.
L’Archivio svolge un’attività fondamentale per arginare non solo il commercio di falsari – le cui diverse “scuole”, racconta Carrà, sono ormai facilmente riconoscibili già dalla pennellata – ma anche delle autentiche false, motivo per cui si consiglia sempre di contattare l’Archivio telefonicamente, onde controllare di volta in volta tutte le corrispondenze necessarie.
A fronte di tantissimi expertise falsificati, l’archivio svolge un’attività di studio, analisi e ricerca su ogni singolo quadro, attività finanziata attraverso un compenso simbolico che copre i costi della gestione autonoma. In tema di politica dell’autentica, Carrà ha una visione chiara: “Non sono d’accordo con gli archivi o le fondazioni che richiedono un compenso diverso se si tratti un’opera constata autentica o falsa ed ancora meno con quelli che chiedono compensi ulteriori per l’archiviazione o, peggio ancora, in proporzione al valore di mercato (in alcuni casi addirittura a seconda della datazione e del relativo valore economico)”.
La serietà del lavoro e la capacità di rimanere estranei al mercato ed ai suoi relativi problemi sono i principi guida che dovrebbero essere condivisi da tutti gli archivi, per questo motivo Carrà guarda con favore alle iniziative che promuovono confronti diretti tra i vari archivi d’arte nazionali al fine di studiare strategie comuni di tutela e valorizzazione degli artisti, nonché di garanzia per i collezionisti. “Mi sembrano ottime le iniziative come quelle che ultimamente stanno organizzando presso Open Care di Milano – afferma Carrà – Inoltre la messa in rete di alcune informazioni può essere utile anche per rintracciare archivi e fondazioni che si occupano di autori meno conosciuti”.
Confermando l’auspicio che la proficua collaborazione tra le istituzioni promotrici possa rinnovarsi come importante valore per l’intero sistema culturale nazionale, Luca Carrà sostiene con convinzione la condivisione dei documenti archivistici ma mette in guardia sul problema della privacy, sia per quanto riguarda il problema dei falsi, per non dare adito a più facili sofisticazioni, sia a tutela di chi sottopone le opere da esaminare.
L’Archivio Carrà con la sua attività rinnova la volontà di porsi al servizio della società e di contribuire a valorizzare il patrimonio artistico di un maestro italiano attraverso un impegno di alto valore scientifico.

 

Archivio Carlo Carrà
Via Casale, 7
20144 Milano

Tel./Fax 02-58102845

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