A Milano un’associazione sostiene le artiste donne guardando all’attività del National Museum of Women in the Arts di Washington. La Presidente, ça va sans dire donna, è Claudia Pensotti.

Deianira Amico: Nell’edizione di MiArt trascorsa ad aprile l’Associazione Amici del National Museum of Women in the Arts ha presentato per la prima volta al pubblico una delle sue attività. Quando e con quali finalità è nata l’associazione?

Claudia Pensotti: È positivamente sorprendente il fatto che un’associazione dedicata alla promozione e al sostegno dell’arte al femminile sia stata fondata da un uomo. Gli amici del NMWA nasce infatti da un’idea di Vittorio Mosca, figlio della pittrice milanese Carla Maria Maggi. Vittorio ha compreso quanto ci fosse bisogno nel mondo dell’arte di porre la dovuta attenzione sulle artiste che troppo spesso hanno vissuto nell’ombra. Ed è proprio in questa direzione che si muove il prezioso lavoro del National Museum of Women in the Arts di Washington D.C., a cui l’associazione de Gli amici fa riferimento. Negli anni dunque l’associazione si è impegnata a promuovere il percorso e la filosofia dell’NMWA, creando numerose attività rivolte al mondo femminile come esposizioni, studio-visit, convegni e visite guidate.

MiArt 2015, Goldschmied & Chiari, Medusa mirrors, 2014, digital print on mirror, 225x135 cm, Courtesy the artists

MiArt 2015, Goldschmied & Chiari, Medusa mirrors, 2014, stampa digitale su specchio, 225×135 cm, Courtesy le artiste

D.A: Una pagina del vostro sito è dedicata alle artiste associate. Con quali criteri scegliete, se esiste una selezione, le artiste?

C.P: Gli amici del NMWA cerca di dare spazio e visibilità al talento femminile. Una parte fondamentale del nostro consiglio è costituta da persone che lavorano in diversi campi artistici: dal mondo dell’arte figurativa alla letteratura, dall’estetica alla musica. Sono queste persone che con la loro competenza supportano l’associazione nella scelta delle nostre artiste. Cerchiamo di conoscerle il più possibile, ognuna con il proprio bagaglio di esperienze e il proprio stile, offrendo diverse occasioni espositive di respiro sia nazionale che internazionale, come la nostra presenza al MiArt 2015 e a Women to Watch. Inoltre supportiamo le attività delle artiste tramite la sezione news del nostro sito (www.gliamicidelnmwa.com) e la nostra pagina facebook e twitter.

D.A: Esistono altre associazioni nel mondo nate con finalità affini alle vostre e che supportano le attività culturali del NWMA? Se si, esiste una rete con cui vi relazionate?

C.P: Il numero delle associazioni legate al Museo, o dei Commettees come dicono a Washington, è in continua crescita. Ovviamente sono numerosi gli “Amici” americani, ma la presenza del NMWA è forte anche in Europa, dove troviamo realtà attive in Italia, Spagna, Francia, Inghilterra, Portogallo e Repubblica Ceca. Di recente, nel 2013, è nato un comitato anche in Cile costituendo la prima iniziativa nata nel centro e sud America. Per coordinare i vari comitati, il Museo programma un fitto calendario di appuntamenti, i quali costituiscono senza dubbio un’occasione di condivisione dei progetti portati avanti dal NMWA e una stimolante opportunità di crescita e confronto tra diverse realtà.

D.A: Il NWMA è un museo unico al mondo forse poco noto nei circuiti del turismo culturale. È nato nel 1987 grazie all’appassionato impegno di una coppia di collezionisti americani e possiede una collezione permanente notevole. Quali sono i motivi per visitarlo?

C.P: Il NMWA è l’unica istituzione al mondo dedicata esclusivamente all’arte femminile, nata grazie alla passione dei coniugi Holladay. Ad oggi il corpus conta oltre 5.000 opere, che vanno dal Rinascimento ai giorni nostri. Da una parte troviamo dunque una collezione permanente d’eccellenza e dall’altra una rassegna espositiva sempre dinamica e variegata. Il Museo vanta anche una biblioteca tematica, oltre ad una ricca proposta di incontri educativi e un ampio catalogo di pubblicazioni. Si tratta di un’istituzione attiva all’interno del circuito museale internazionale, ma purtroppo ancora troppo poco nota al grande pubblico. Washington è una città con un profilo artistico di alto livello, tra edifici storici, musei e gallerie. Con i sedici Smithsonian competere non è facile, ma il National Museum of Women in the Arts costituisce certamente una proposta valida e interessante, tra le eccellenze culturali di cui la città può vantarsi.

National Museum for Women in the Arts, photo Tom Field

National Museum for Women in the Arts, foto Tom Field

D.A: Oggi il direttore artistico è Susan Fisher Sterling. Quali sono le istanze critiche portate avanti dal direttore e come si colloca l’iniziativa Women to Watch 2015 – ed il supporto della vostra Associazione – in questo contesto?

C.P: Con la direzione di Susan Fisher Sterling, il NMWA è sempre più attento all’universo contemporaneo: dalle recenti acquisizioni alle ultime rassegne espositive. Fino a gennaio il Museo ospiterà una mostra dedicata alla fotografa americana Esther Bubley e a seguire un’esposizione sulle artiste e designers a partire dalla metà del XX secolo fino ai giorni nostri. Il progetto Women to Watch si iscrive perfettamente in questa direzione, portando ogni due anni a Washington artiste emergenti provenienti dai diversi paesi. Un’occasione per riflettere su questioni di forte attualità, espresse attraverso le opere di mano femminile presentate dai comitati e selezionate dal Museo. Quest’anno il tema era Organic Matters, la natura intesa nella sua più ampia accezione. L’opera selezionata per rappresentare l’Italia è stata Nympheas#12 della giovane coppia di artiste Goldschmied & Chiari.

D.A: Nel comitato di selezione delle artiste italiane per l’iniziativa appena trascorsa era presente una storica dell’arte del Museo del Novecento di Milano. Questa presenza è indicativa di una futura collaborazione fra i due musei?

C.P: La collaborazione con il Museo del 900, sotto la direzione di Marina Pugliese, ha dato un contributo fondamentale per questo evento. In particolare è stato essenziale il lavoro svolto da Iolanda Ratti che, con la sua intelligenza e la sua sensibilità artistica, ci ha seguito in tutte le fasi del progetto. Non posso che augurarmi che questa esperienza rappresenti l’inizio di una lunga collaborazione. Devo ricordare che l’associazione ha già diverse volte collaborato con il Comune di Milano, nel 2007 con la mostra a Palazzo Reale “Arte delle donne – dal rinascimento al surrealismo”, dove tra le opere in mostra figuravano numerosi dipinti in prestito dalla collezione del NMWA. Successivamente nel 2010 abbiamo presentato l’esposizione “Carla Maria Maggi e il ritratto a Milano negli anni Trenta”, realizzando la più importante mostra dedicata all’artista milanese con oltre cinquanta opere della pittrice.

D.A: Ha inaugurato di recente la mostra la Grande Madre a Palazzo Reale a cura di Massimiliano Gioni. Qual è la sua opinione di donna, giornalista e Presidente dell’Associazione Amici del NWMA sull’esposizione?

C.P: La “Grande Madre” è una mostra che tutti dovrebbero vedere. Ora sto parlando come Presidente di questa associazione, ma tutti i giorni sono una mamma, una moglie e una giornalista. La realtà della donna è complicata, forse oggi più che mai e questa mostra cerca di farne vedere i mille volti. Da una parte, mi piace pensare che la forte presenza artistica femminile in questa mostra non sia un caso: forse qualcuno sta iniziando a guardare l’arte dalla nostra medesima prospettiva. D’altra parte, allestire una mostra dal titolo “La grande madre” significa voler cogliere il segreto della femminilità e chi meglio delle donne stesse è in grado di racchiuderlo in uno scatto?

Deianira Amico

 

Link: www.gliamicidelnmwa.comnmwa.org/

Cover image: Goldschmied & Chiari, Ninfee #12, 2007, Lambda print,Courtesy le artiste

Questo articolo è disponibile anche in Inglese