Il consueto Rapporto annuale sul Mercato dell’Arte Contemporanea 2016 di Artprice conferma gli ottimi risultati ottenuti dal settore dal 2000 a oggi

Collezionare Arte Contemporanea significa sostenere artisti con una quotazione ancora in definizione e per i quali l’offerta continua a evolversi. I valori più volatili e le impennate dei prezzi spiegano il fascino esercitato da questo mercato sui collezionisti, ma non è solo sul lungo termine che un portfolio di opere contemporanee si rivela finanziariamente interessante, con le prospettive di rendimento che compensano le incertezze.

L’aumento repertino dei prezzi è riconducibile a due fenomeni complementari: l’emergere continuo di nuovi artisti e l’elevazione dei grandi nomi al rango di icone. I rischi di capovolgimenti del mercato e il riassestamento periodico dei prezzi non frenano il numero di collezionisti in costante crescita.

Osservando i dati, da diciotto anni il Mercato dell’Arte si conferma, con rendimenti coerenti e ricorrenti, come un bene rifugio di fronte alle crisi economiche e finanziarie. In particolare, il segmento dell’Arte Contemporanea da solo, negli ultimi sedici anni, ha registrato un incremento del fatturato pari al 1.370%. Ne risulta un concreto aumento lineare del valore medio di un’opera del 115%, che corrisponde a una crescita annua del 4,9%. Questo valore è lievitato fino al 9%, per le opere acquistate a più di 20.000 dollari.

Dunque, l’Arte Contemporanea genera il 12% dei ricavi mondiali, un peso innegabile e in gran parte attribuibile a un gruppo di firme di punta. Vari artisti contemporanei, oggi, sono sul punto di eguagliare i livelli di prezzo dei loro antenati più illustri, tanto che i dieci migliori artisti contemporanei figurano ora nella Top 100 degli artisti più venduti all’asta, che comprende tutti i periodi di produzione, al fianco di Andy Warhol, Roy Lichtenstein, Gerhard Richter, Lucian Freud o Zao Wou-Ki. Si tratta di una svolta storica e impensabile nel XX secolo, realizzatasi nel corso degli ultimi due decenni.

I fattori di una simile crescita sono da ricercare nella facilità d’accesso alle informazioni sul Mercato dell’Arte, nella dematerializzazione delle aste di opere d’arte su Internet (con il 95% degli attori collegati con l’Internet mobile) ma anche nella finanziarizzazione del Mercato, nell’aumento della popolazione di collezionisti d’arte da 500.000 nel periodo del dopoguerra a 70 milioni nel 2015, nell’abbassamento della loro età, nell’espansione del Mercato in tutta l’Asia, in Asia-Pacifico, India, Sud Africa, Medio Oriente e Sud America.

Infine, la trasformazione del Mercato passa attraverso l’industria museale (con 700 nuovi musei creati ogni anno), diventata ormai, nel XXI secolo, una realtà economica consolidata su scala planetaria. Tra il 2000 e il 2014 sono sorti più musei che in tutti i secoli XIX e XX. Questa industria affamata di opere museali è tra i principali fattori che hanno sostenuto la massiccia crescita del Mercato dell’Arte. Nel 2016/2017, non meno di 1.200 musei verranno alla luce nei cinque continenti, e l’Arte Contemporanea vi sarà sicuramente rappresentata.

Nonostante una leggera contrazione in linea con l’andamento generale del Mercato dell’Arte, il segmento dell’Arte Contemporanea realizza il terzo miglior esercizio della sua storia.

I collezionisti d’Arte Contemporanea si sono mostrati più prudenti nel corso degli ultimi mesi. Mentre continuavano a impazzare le vendite d’Arte moderna, facendo registrare, nel mese di novembre 2015, il secondo miglior risultato d’asta di tutti i tempi (170,4 milioni di dollari per Nu couché di Amedeo Modigliani (1917/18), le vendite d’Arte Contemporanea hanno attraversato un secondo semestre consecutivo al ribasso.

Il mercato di fascia alta è stato oggetto, in primis, di un’impietosa selezione. Una sola opera è stata acquistata per più di 20 milioni di dollari negli ultimi 12 mesi, rispetto alle cinque dell’esercizio precedente. In particolare, Untitled (1982) di Jean-Michel Basquiat è stata venduta per 57,3 milioni di dollari al giapponese Yusaku Maezawa (Christie’s New York, 10 maggio 2016), creando un nuovo record d’asta per il pittore newyorkese. L’operazione si è rivelata estremamente vantaggiosa per il precedente proprietario, che aveva acquistato la stessa tela per 4,5 milioni di dollari nel giugno 2004. La plusvalenza realizzata nel corso dei dodici anni di possesso ha quindi raggiunto il 1.200%, vale a dire un rendimento annuo del 24%.

Questa strategia ha calmato la domanda, rischiando di indebolire la quotazione delle grandi firme. Christie’s, Sotheby’s e Phillips, per esempio, hanno osservato una maggior riserva nella vendita delle opere di Jeff Koons e Christopher Wool. Nonostante entrambi registrino quest’anno un buon risultato al di sopra dei dieci milioni di dollari, sono ben lontani dallo sfiorare i loro record personali, rispettivamente di 58 e 30 milioni di dollari.

Da oltre dieci anni, l’evoluzione dell’indice dei prezzi mette in evidenza l’Arte Contemporanea come il secondo periodo di creazione più proficuo del Mercato. L’ascesa dei suoi prezzi segue progressivamente quella del prestigioso periodo del dopoguerra (artisti nati tra il 1920 e il 1944), i cui prezzi sono esplosi con l’egemonia delle piazze di mercato anglosassoni: Londra e New York.

Approfittando della riorganizzazione del mercato cinese verso gli artisti “storici”, gli Stati Uniti e il Regno Unito guadagnano insieme cinque punti di quota di Mercato. Oggi rappresentano il 65% dei ricavi mondiali d’Arte Contemporanea. La loro forza si fonda su un’offerta intensa (un quarto delle opere transitano da Londra e New York), un quasi-monopolio del mercato di fascia molto alta e, infine, sulla loro capacità unica di riunire il meglio della domanda internazionale.

 

Paola Sacconi
Communication Manager di MyTemplArt®

 

Fonte: Il Rapporto annuale sul Mercato dell’Arte Contemporanea 2016 pubblicato da Artprice su www.artprice.com Articoli correlati: Artprice ha pubblicato il rapporto annuale sul mercato dell’arte contemporanea 2015 Link: www.artprice.com

Copertina: Riproduzione parziale di Untitled 1982 di Jean-Michel Basquiat

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