Artprice ha pubblicato il rapporto annuale sul mercato dell’arte contemporanea confermando le tendenze positive rilevate nell’ultimo rapporto semestrale di agosto 2015.

Il vecchio mito secondo cui “solo un artista morto è un buon artista” è ormai un lontano ricordo. Nell’arco di 15 anni, il mercato dell’arte contemporanea è cresciuto del 1.800% passando da 93 m$ del 2000/01 a 1,76 Mrd$ del 2014/15 confermando il ruolo trainante dell’arte contemporanea nel mercato globale dell’arte.

Il rapporto sul mercato dell’arte contemporanea 2015 di Artprice studia il periodo di vendite che va dal luglio 2014 a giugno 2015. La struttura dei prezzi degli artisti contemporanei è oggi perfettamente definita grazie all’abbondanza dei risultati di vendita: 1,76 Mrd$ di opere contemporanee vendute all’asta, in calo del 12% rispetto all’esercizio precedente. Tale fenomeno è riconducibile principalmente ad una forte flessione del mercato dell’arte contemporanea cinese pari al 37% da imputare in primis alle drastiche misure anticorruzione adottate dal presidente Xi Jinping, che hanno momentaneamente paralizzato il settore del lusso e il mercato dell’arte.

Dunque la Cina perde il primato nel mercato dell’arte contemporanea rimanendo seconda in classifica con il 30,9% delle vendite e gli Stati Uniti tornano a primeggiare con il 37%.

La quasi totalità del mercato statunitense ruota attorno a New York (631 milioni di dollari di opere d’arte contemporanea vendute nel 2014/2015, vale a dire il 97% del mercato nazionale).

 

Picture 2 Raqib Shaw  Arrival of the Horse King (Paradise Lost Series) (2011-2012) oil, acrylic, polish, glitters and paillettes on wooden plate (Ø 274,3 cm)  Sold: $ 1,1 millions  Phillips, London, 06/29/2015 © Raqib Shaw. Photo © White Cube (Ben Westoby)

Raqib Shaw, Arrival of the Horse King (Paradise Lost Series) (2011-2012)
olio, acrilico, smalto, paillettes e brillantini su lastra di legno di betulla (Ø 274,3 cm)
Venduto: $ 1,1 milioni, Phillips, London, 06/29/2015
© Raqib Shaw. foto © White Cube (Ben Westoby)

 

Inoltre, il Regno Unito è in terza posizione con il 23,3% del mercato mondiale mettendo a segno una crescita del 74,7%. Londra, che in passato veniva considerata la piazza migliore per acquistare o vendere gli antichi maestri, è divenuta una delle roccaforti dell’arte contemporanea e domina incontrastata sull’Europa. È in questa città che, nel 1766, venne fondata Christie’s, la casa d’aste più influente al mondo. Oggi Christie’s supera nettamente la concorrenza internazionale nel settore contemporaneo dove si accaparra il 37% del mercato mondiale. Dopo New York, è a Londra che Christie’s, Sotheby’s e Phillips ottengono i risultati migliori.

Con 410 m$ di aggiudicazioni in dodici mesi, il Regno Unito si avvicina inesorabilmente alla Cina (542 m$) nonché agli Stati Uniti (650 m$).

Cina, Stati Uniti e Regno Unito detengono, da sole, il 91% del mercato dell’arte contemporanea mondiale, mentre la Francia incide solo per il 2% del fatturato (36 m$) e la Germania per l’1% (18 m$).

Un fattore importante emerso durante le indagini di Artprice è l’accessibilità del mercato dell’arte contemporanea.

L’80% dei lotti venduti sono stati infatti aggiudicati a meno di 15.000 $ e la metà delle opere genera aste di importo inferiore ai 2.230 $. Quindi, dietro a ingannevoli apparenze, questo mercato resta accessibile a tutte le tasche e i prezzi esorbitanti rappresentano solo una minima parte delle operazioni di compravendita: solo 14 opere contemporanee, delle 55.400 aggiudicate, sono state vendute per più di 10 m$.

Dunque, pur essendo fortemente soggetta alle fluttuazioni del mercato, l’arte contemporanea si presenta come l’investimento finanziario più redditizio, nel lungo termine, rispetto al resto del mercato dell’arte. Negli ultimi 10 anni, l’indice dei prezzi dell’arte contemporanea è cresciuto quasi del 37%, contrariamente a quello del mercato globale che ha segnato una crescita più debole.

Paola Sacconi

 

Link: http://artprice.comhttp://imgpublic.artprice.com/pdf/il-mercato-dell-arte-contemporanea-2015.pdf

cover image: Urs Fischer, What if the Phone Rings (2003), Scultura (cera, pigmenti, stoppini), Figura 1 : 106 x 142 x 46 cm / Figura 2 : 200 x 54 x 46 cm / Figura 3 : 94 x 99 x 54 cm

Venduto: $ 2,7 millions , Christie’s, New York, 11/12/2014 © Urs Fischer. Courtesy l’artista e Sadie Coles HQ, London / foto: Cary Whittier

 

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