La mostra Black Chronicles II nella galleria Autograph ABP di Londra presenta l’archivio e la presenza afro-americana in Gran Bretagna.

‘Sono qui perché tu eri lì. C’è un collegamento ombelicale. Non ci potrebbe essere alcuna comprensione dell’anglicita’ senza capirne le sue dimensioni imperiali e coloniali.’

Le parole di Stuart Hall (2008) sono scritte a caratteri cubitali sulle pareti della galleria e catturano lo sguardo di chi entra nella galleria Autograph ABP, nel cuore di Londra. A cura di Renee Mussai e Mark Sealy e in collaborazione con l’Hulton Archive, Autograph ABP presenta per la prima volta pubblicamente la ricerca di archivio con Black Chronicles II, una nuova mostra che esplora la presenza afro americana nel diciannovesimo e del ventesimo secolo in Gran Bretagna, attraverso la ritrattistica in studio,continuando cosi la loro missione di narrazione della storia della fotografia di colore.

Rivington_place

Rivington place

La premessa curatoriale di Black Chronicles II è quella di aprire un’indagine critica nell’archivio, continuare il dibattito intorno alla presenza alla presenza di afro-americani in Gran Bretagna, esaminare le condizioni ideologiche in cui sono state prodotte tali fotografie e lo scopo che hanno come agenti di comunicazione. Molte delle immagini in mostra sono state recentemente rinvenute nell’ambito del programma di ricerca dell’archivio, The Missing Chapter (Il capitolo mancante) – un progetto triennale sostenuto dalla Heritage Lottery Fund. Questa è la seconda mostra di una serie dedicata all’esplorazione degli archivi, che ha avuto inizio con la prima parte della mostra ‘The Black Chronicles’ nel 2011.

Per la prima volta e’ riunito in questa esposizione un corpus di ritratti raffiguranti persone di colore prima dell’inizio della seconda guerra mondiale, individuati attraverso la ricerca originale svolta negli archivi pubblici nazionali ed esaminando alcune collezioni private.

Unidentified sitter.Courtesy Paul Frecker collection

Unidentified sitter. Courtesy Paul Frecker collection

Tutte le fotografie in mostra sono state scattate in studi fotografici in Gran Bretagna prima del 1938, con una maggioranza durante la seconda metà del diciannovesimo secolo. Accanto a numerosi ritratti di domestici e guardiani non identificati, la mostra espone stampe originali di personaggi noti, come il principe Alemayehu, fotografato dalla celebre fotografa Julia Margaret Cameron; Sarah Forbes Bonetta, figlia adottiva della regina Vittoria, o Kalulu, il ‘servo’ africano dell’ esploratore britannico Henry Morton Stanley.

Un punto culminante dell’esposizione è il display di trenta ritratti raffiguranti i membri del coro africano, che aveva girato la Gran Bretagna tra il 1891-1893, esposto qui per la prima volta. Forse la serie più completa di immagini di soggetti afro-americani in Gran Bretagna e’ stata eseguita durante l’eta’ vittoriana; ritratti straordinari su negativi di vetro in prestito dalla London Stereoscopic Company e immagini sepolte nell’Hulton Archive, non aperto per oltre 120 anni.

Mussa Bhia (1890), Courtesy Hulton ArchiveGetty

Mussa Bhia (1890), Courtesy Hulton ArchiveGetty

 

Attingendo alla metafora della ‘cronaca’, la mostra presenta oltre duecento fotografie, la maggior parte dei quali non sono mai state esposte prima. La scelta curatoriale di questo corpo di fotografie offre nuove vie di esplorazione e conoscenza dell’archivio e contribuiscono ad un continuo processo di correzione della persistente ‘assenza’ all’interno della registrazione storica. Black Chronicles II mette in mostra l’impegno di Autograph ABP in una continua indagine critica delle immagini d’archivio che non sono stati riconosciute come significative in precedenza, ma che sono molto importanti per la politica di rappresentanza della presenza afro americana e  della storia culturale odierna.

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