Fin dalla sua nascita la scelta dell’arte contemporanea come veicolo di comunicazione, puntando sui giovani artisti italiani. Intervista ad Alessia Barrera, Direttore Marketing e Comunicazione.

Nata nel 2011, Banca Sistema ha immediatamente sviluppato un’attività no-profit dando vita a Banca SISTEMA ARTE, iniziativa volta alla valorizzazione dei giovani artisti italiani dai 18 ai 35 anni. Nella sede di Milano, le pareti, le sale riunioni e l’ampia hall ospitano le mostre temporanee, mentre le diverse sedi italiane custodiscono la collezione, costantemente ampliata da nuove acquisizioni.

Non solo un contenitore ma una cassa di risonanza che non si limita all’esposizione in sé, bensì la arricchisce con la pubblicazione di un catalogo monografico e l’organizzazione di momenti di dibattito e approfondimento su tematiche culturali, che fanno da corollario alla mostra stessa.
Un anno tutto al femminile il 2017, che vedrà in mostra due artiste e una prossima inaugurazione a febbraio. Ne abbiamo parlato con Alessia Barrera, Direttore Marketing e Comunicazione.

Come si articola la collezione di Banca Sistema?
In occasione di ogni mostra la banca acquisisce una o più opere degli artisti esposti con l’idea di
costruire la banca intorno alla banca. Mentre cresciamo noi, il nostro business, i nostri clienti, cresce anche la nostra collezione. Ad oggi possediamo settantatré opere.
Gli spazi di Milano vengono così adibiti a sede per le mostre temporanee, che cambiano durante l’anno, mentre le opere acquistate vengono ridistribuite negli uffici e nelle altre sedi italiane, a Roma, Napoli, Palermo, Pisa…

Trittico di Thomas Berra – ph. Zeno Zotti

Trittico di Thomas Berra – ph. Zeno Zotti

Quali i progetti più recenti?
L’ultimo progetto è per certi versi un’eccezione rispetto ai precedenti: ha ospitato infatti una serie di novanta acquerelli, parte di una produzione molto più ampia e prodotta in occasione di un’iniziativa nata nel 2014 con i giovani dell’Accademia di Belle Arti di Venezia. Le opere sono state donate dall’Accademia a Dynamo Camp e, a testimonianza del percorso, è stato pubblicato un volume edito da 24Ore Cultura, presentato a settembre presso la nostra sede. Anche in quest’occasione, come per ogni mostra, la banca ha acquisito un’opera che in questo caso è stata anche una donazione all’associazione scelta dall’Accademia di Belle Arti di Venezia.
Parliamo di eccezione, perché di solito organizziamo una mostra personale che prevede un catalogo monografico bilingue, completo di codice ISBN. In questo modo il catalogo è registrato a livello internazionale e l’artista può utilizzarlo sia per presentarsi alle gallerie internazionali sia per concorrere a progetti e residenze d’artista. Durante l’evento di inaugurazione di una mostra, viene sempre abbinato un incontro, un dibattito su temi di volta in volta coerenti con l’artista selezionato. Tra i molti talk abbiamo discusso di Arte 2.0 e di come gli artisti si relazionino con i social, abbiamo organizzato una serie di incontri in collaborazione con Christie’s sul collezionismo di fotografia, orologi, design, e arte contemporanea.

Come avviene la selezione degli artisti?
Gli spunti provengono da diversi canali specializzati in giovani artisti, riceviamo inoltre proposte da parte dei dipendenti. Collaboriamo con la rivista Espoarte e con le Accademie A seguito di queste indicazioni, la Direzione Marketing e Comunicazione condivide internamente la scelta.

Seguite i vostri artisti anche dopo la mostra?
La tendenza della banca è quella di seguire gli artisti anche dopo l’esposizione, con diverse modalità, come nel caso di Linda Carrara.
Linda è stata la prima pittrice donna selezionata. Tendiamo infatti a mantenere un equilibrio non solo per fascia di età, dai diciotto ai trentacinque anni, ma anche di genere. Dopo esser stata finalista del premio Cairo, ha vinto diverse residenze, a San Pietroburgo, a Berlino e in Norvegia. La borsa per quest’ultima non copriva interamente i costi, così abbiamo deciso di supportarla, acquistando una sua nuova opera.

Natura Morta di Linda Carrara, courtesy Banca Sistema

Natura Morta di Linda Carrara, courtesy Banca Sistema

Supportate la produzione delle opere?
Per esporre presso la banca un artista deve avere già una produzione avviata di un certo livello in modo che possa sostenere anche l’ampiezza della sede espositiva.
Gli artisti, dopo aver visionato gli ambienti e iniziato la loro ricerca, quasi sempre decidono di produrre delle opere specificatamente per il nostro spazio.
Thomas Berra ad esempio ha “raccontato” la sua esperienza di residenza in Marocco attraverso dei quadri e un’installazione. O ancora Alberto Gianfreda, scultore, ha dato forma ad alcune sue opere proprio sulla base degli spazi che le hanno accolte.
Per i giovanissimi abbiamo invece preferito organizzare delle mostre collettive, come quella presente a Roma, dove è esposta una raccolta di dipinti, disegni e stampe di alcuni studenti dell’Accademia di Brera.

Come catalogate le opere?
Possediamo un archivio cartaceo e digitale, che aggiorniamo annualmente. Sono registrate tutte le opere, le movimentazioni e le necessità conservative.
Ogni opera infatti possiede il numero identificativo, una nostra scheda tecnica e un condition report per cui ci avvaliamo della professionalità di Open Care.
Un’opera di Sofia Cacciapaglia, ad esempio, ha da poco subito una movimentazione e un ricondizionamento, in quanto le temperature della filiale dove era esposta non si addicevano alla tecnica impiegata dall’artista. Ogni intervento sull’opera è stato registrato.
Siamo molto scrupolosi e, dal momento che stiamo costruendo una collezione, preferiamo conoscere fin dall’inizio e monitorare al meglio la storia dell’opera.

Qual è l’approccio dei dipendenti della banca nei confronti di quest’arte diffusa?
Cambiare l’allestimento delle sale e degli uffici ogni quattro – cinque mesi è sicuramente un beneficio per i dipendenti, che si trovano continuamente a respirare, per così dire, aria nuova.
Naturalmente, alcuni artisti sono stati considerati più congeniali, altri sono piaciuti meno.
Ad ogni modo ormai è un’attività a cui i dipendenti sono abituati. Cominciano infatti a conoscere gli artisti già prima che inizi la mostra, durante i sopralluoghi in cui vengono studiati gli spazi. L’artista con cui entreranno meno in contatto sarà probabilmente la prossima, Michela Picchi, un’illustratrice che ha appena completato una residenza a Cleveland e che arriverà in Italia in occasione della mostra. Alcuni artisti producono opere site specific, come ad esempio Elisa Bertaglia, che ha lavorato per giorni per produrre un’opera pensata per una delle pareti più grandi. E questo sicuramente l’ha resa “di famiglia”.

Ci sono delle iniziative a loro dedicate?
I dipendenti possono partecipare ai nostri eventi in quanto non facciamo niente per l’esterno che non sia anche per l’interno. Sono state organizzate inoltre una serie di iniziative legate all’arte, ad esempio siamo soliti donare a ogni artista un salvadanaio bianco di materiale grezzo che poi ci viene restituito reinterpretato secondo la sensibilità di ognuno. In occasione della giornata dedicata ai bimbi in ufficio con i genitori, abbiamo consegnato uno di questi salvadanai a tutti i dipendenti i quali li hanno dipinti e decorati e li hanno restituiti con un nome e una storia. È stato creato un mini-catalogo, alcuni salvadanai sono andati in asta per beneficenza, altri sono ancora in banca. Diciamo che i nostri dipendenti sono piuttosto abituati ai lavori creativi. È un contributo che aiuta anche il business.

salvadanaio_DutyBox di Duty Gorn

Salvadanaio_DutyBox di Duty Gorn

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Immagine di copertina: Allestimento inaugurazione “La dilatazione dello sguardo” di Federico Unia – ph. Andrea Sartori, courtesy Banca Sistema

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