Il MUSE di Trento ospita fino al 30 settembre Be-diversity, una mostra e una piattaforma aperta alla discussione sulle diversità partendo da arte e scienza.

Stefano Cagol, artista trentino, si cimenta nel ruolo di curatore mettendo in comunicazione opere di artisti internazionali legate a temi quali la biodiversità, la sostenibilità, l’ecologia, il cibo e il futuro del pianeta.

Be-diversity, il titolo della mostra, è un neologismo coniato da Stefano Cagol durante un intervento presso la Goldsmiths University di Londra, in riferimento a un’attitudine mentale alle differenze aprendo molteplici letture.

Il video Floating community di Khaled Ramadan racconta i comportamenti dei pescatori cambogiani appartenenti alla minoranza Cham che vivono da tre generazioni lungo il fiume Mekong in balia dei cambiamenti climatici e delle diverse imposizioni sociali.

Sul tema dell’acqua si concentra anche il film Leave it in the ground di Oliver Ressler il quale evoca problematiche ambientali planetarie attraverso un dialogo immaginario tra un pescatore e un impresario del petrolio che vuole eseguire nuove trivellazioni al largo della Norvegia.

MUSE, Trento, Courtesy of Paola Sacconi

MUSE, Trento, Courtesy Paola Sacconi

Åsa Sonjasdotter con il progetto The Order of Potatoes approfondisce il rapporto tra la natura umana e le leggi dell’uomo piantando nel prato attorno al MUSE particolari varietà di patate vietate nell’Unione Europea per la circolazione commerciale. Avelino Sala si domanda se la cultura fa mangiare. Nel video in mostra l’artista riprende un gruppo di cani che si ciba letteralmente della parola Culture. In questo dialogo si inserisce anche Giancarlo Norese con un’installazione che apre più punti di domanda piuttosto che offrire risposte. Nell’ironico video The Hunt di Christian Jankowski, l’artista si procaccia il cibo con arco e frecce all’interno di un supermercato, mentre la macchina ideata da Wim Delvoye e chiamata Cloaca ricrea il funzionamento di un apparato digerente e riporta le feci prodotte.

Be-diversity si sviluppa anche attraverso una piattaforma online immaginata come luogo di incontro virtuale aperto alle più differenti contaminazioni, dove interagiscono numerosi filoni di indagine, dalla scienza all’arte, alla tecnologia.

Paola Sacconi

 

Platform: www2.muse.it/be-diversity

Hashtag: #MUSE_Museum  #be_diversity

Cover image: Stefano Cagol, Be-diversity – MUSE, Trento, Courtesy l’artista ed il museo

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