MyTemplArt ha condotto un’inchiesta giornalistica sul tema dell’archiviazione e certificazione dell’opera d’arte per capire quel che bolle in pentola nel mercato internazionale.

Frieze London, Fiac Paris, ArtVerona, Artissima Torino sono le manifestazioni dove, tra ottobre e novembre 2014, si è svolta l’indagine indirizzata ad artisti, galleristi, collezionisti.

Il primo dato emerso è una sostanziale “arretratezza” di strumenti per la gestione di una catalogazione seria e scientifica che al tempo stesso risponda ai tempi del mercato. Sebbene la quasi totalità degli intervistati consideri l’accessibilità alla documentazione dell’opera come informazione essenziale per il proprio lavoro, solo la metà di essi possiede un archivio, spesso consultabile attraverso un unico dispositivo elettronico collocato in un luogo fisico. Infatti il 92% degli intervistati rileva la mancanza di un sistema per la condivisione tra gli operatori del settore delle informazioni bio-bibliografiche relative ad artisti ed opere, nonché di uno strumento per la certificazione elettronica dell’opera. Quest’ultimo punto è particolarmente sentito nell’ambito del mercato d’arte antica e moderna, dove il 60% degli intervistati dichiara di essersi imbattuto in opere e certificati falsi, in aggiunta alla difficoltà di reperire informazioni su opere non autenticate (il 70% rileva la problematica).

Non è quindi una sorpresa se l’89% degli intervistati dichiara di guardare con favore ai sistemi online di catalogazione e di tracciabilità delle opere. Attualmente su internet prolifera un mercato di tool a cui guardare con attenzione, considerando che la sicurezza è sempre il primo aspetto da salvaguardare.

 

Deianira Amico
La redazione di MyTemplArt
Inchiesta realizzata in collaborazione con LABA-Libera Accademia di Belle Arti

 

 

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