Finalmente dopo 500 anni di controversie è possibile svelare il vero volto di Andrea Palladio, uno dei più famosi architetti al mondo.

E di questo dobbiamo ringraziare gli esperti della Polizia Scientifica, gli storici dell’arte del Palladio Museum e i tecnici della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza, i quali sono pronti a esporre gli esiti di ricerche durate diversi anni. Non esistendo raffigurazioni ufficiali dell’architetto, storici di tutto il mondo si sono sbizzarriti fin dagli inizi del ‘700 nel proporre ritratti dalle caratteristiche somatiche più disparate: gli inglesi nel 1716 immaginavano Palladio giovane e senza barba, oppure altrettanto giovane e con i baffi, i vicentini nel 1733 hanno replicato con un Palladio più anziano e calvo.
Se volete scoprire il vero volto del Palladio potete visitare la mostra “Andrea Palladio. Il mistero del volto”, aperta al Palladio Museum di Vicenza fino al 18 giugno nella quale viene riepilogata passo a passo la ricerca che ha coinvolto specialisti in diversi campi, i quali hanno lavorato insieme per risolvere uno di quelli che il Prefetto Vittorio Rizzi, direttore del settore anticrimine della Polizia di Stato definisce come “uno dei cold case più antichi nella storia dell’arte”.

Mentre gli storici del Palladio Museum hanno fatto ricerche in archivio e biblioteca, i tecnici della Soprintendenza hanno indagato gli aspetti materiali dei dipinti nel proprio laboratorio di restauro di Verona e la Polizia Scientifica ha confrontato fra loro i volti con i metodi della comparazione fisionomica.

“Il Palladio Museum e la Soprintendenza di Verona – racconta Guido Beltramini, curatore della mostra – hanno chiesto aiuto al Servizio di Polizia Scientifica della Polizia di Stato per scrivere finalmente la parola fine su quasi trecento anni di dispute sul volto di Palladio: da quando cioè gli inglesi nel 1716 si sono “inventati” un falso Palladio dipinto da Paolo Veronese. E’ stato un affascinante incontro fra scienze forensi e storia dell’arte, dove ognuno ha cercato di dare il meglio di sé.”