Gran parte del mondo di Alberto Gianquinto in mostra al Museo di Casa Gaia a Porto Buffolé, un piccolo museo-gioiello nella provincia di Treviso.

Alberto Gianquinto è un artista veneto scomparso nel 2003, uno dei più grandi e prolifici del suo territorio, uno di quelli che è riuscito a sintetizzare in modo esaustivo gli stilemi in voga nella seconda metà del ‘900 reinterpretandoli con un gusto formale proprio, ma che tuttavia merita ancora di adeguato e ulteriore risalto. La mostra di Porto Buffolé curata da Giorgio Baldo è un riuscito tentativo in tal senso. Nel percorso mostra sono infatti presenti quasi tutte le tematiche toccate dall’artista nel corso della sua carriera in ordine cronologico, tutte eccetto la Passione. Con l’aiuto di un utile catalogo a corredo è possibile dunque avere una visione globale della vasta produzione di Gianquinto.

Gianquinto incontra giovanissimo nello studio del padre i grandi artisti dell’epoca come Carrà, De Pisis, Guttuso, Arturo Martini e da subito è stregato dal potenziale espressivo della pittura. Inizia così a esercitarsi facendo sue le tecniche formali dei maestri. Al tempo stesso studia Cezanne e Van Gogh, è attratto dalla raffinatezza del Japonisme e dalla pittura naturalista. Tutti questi spunti servono al giovane Alberto a elaborare un linguaggio proprio e del tutto originale, che prende le distanze dalle mode dell’epoca non estraniandosene mai del tutto. Giuseppe Mazzariol descrive così in un catalogo pubblicato in occasione di una mostra del 1958 alla Galleria Bevilacqua la Masa il lavoro del giovane Gianquinto: “La pittura di Gianquinto ha superato i limiti di un’esercitazione colta e aggiornata e si presenta oggi come uno dei fatti salienti e definiti della cultura artistica italiana più recente e avanzata. […] La poetica di questo giovane pittore evitando le secche pericolose degli ‘ismi’, si incentra nell’elaborazione di un’immagine oggetto”.

Installation view

Veduta dell’allestimento

 

Nascono così opere come Il Melo (1958), nel quale appaiono subito alcuni dei soggetti e caratteristiche stilistiche che verranno riproposti con maggiore consapevolezza durante gli anni a venire: i fiori, gli spazi delimitati, le campiture di nero. Se osserviamo infatti Il Ramo di Susino del 1984 possiamo facilmente notare nella maturità espressiva dei soggetti il medesimo lirismo coloristico.

Nonostante la singolarità espressiva Gianquinto non rinuncerà mai a uno scambio continuo con i colleghi fino ad aderire dal 1961 e 1964 al movimento romano Il Pro e il Contro, assieme ad Attardi, Vespignani, Farulli, Calabria e Guccione.

Il Ramo di Susino (1984), oil on canvas, 90x100

Il Ramo di Susino (1984), olio su tela, 90 x 100 cm

 

L’attenzione nei confronti della realtà circostante lo porterà inoltre a tesserarsi al PC e a dimostrarsi nel corso della sua carriera molto sensibile ai temi sociali e alle problematiche del suo tempo, come a voler comunicare che il suo lavoro lirico e delicato non può e non deve esimersi dal raccontare l’attualità. Ecco allora in mostra due omaggi a personaggi che sono andati incontro alla morte in modo diverso ma sempre drammatico: il “Che” Guevara, ucciso in Bolivia durante la guerriglia è ricordato nell’opera omonima Guevara; e Pio La Torre, eroico nemico della mafia qui in Stele per Pio La Torre (1981).

In mostra troviamo presenti inoltre molte opere dedicate a Jesolo e ad Asolo, paesi d’elezione del Veneto nel quale Gianquinto ha stabilito il studio e ha ambientato molti paesaggi carichi di luce e di soggetti naturalistici. Degno di nota Jesolo (1975) e Ponte di Pagnano (1977).

L’ultima opera esposta 29 marzo 1929 (2003) è il titolo e data di nascita di Alberto Gianquinto, sembra quasi il testamento spirituale dell’artista. Un sommario iconografico della sua carriera nel quale si possono rintracciare gli elementi razionali e irrazionali cari all’artista in un impeccabile equilibrio formale.

Ilaria Carvani

www.comune.portobuffole.tv.it/po/mostra
Cosa Arcana e Stupenda oggi è la vita, mostra di Aberto Gianquinto a cura di Giorgio Baldo
Dal 12 settembre al 7 febbraio H Sab 14:30/18:30 – Dom 10:00/12:30 14:30/18:30 Ingresso 3 euro
Museo ” Casa di Gaia” Via Businello, 2, Portobuffolè (TV)

 

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