Lo scorso 12 aprile ha inaugurato al 51r di via Maggio a Firenze un nuovo spazio della galleria Eduardo Secci Contemporary, con la personale “Ciò che resta” di Paolo Grassino, curata da Marco Meneguzzo e Daniele Capra.

Paolo Grassino, al quale la galleria Secci dedica per la prima volta una personale, è un artista torinese riconosciuto internazionalmente, la cui produzione si concentra principalmente su tematiche legate alla deriva della società attuale. Fortemente materico, abituato a lavorare con gomma sintetica, legno, polistirolo, cera e raffinate fusioni di diversi metalli, anche in quest’occasione presenta come opera principale un grande cranio nero realizzato con tubi metallici, che ricorda alcuni suoi lavori precedenti (Cardiaco, 2007) e che evoca il tema archetipico della morte, fil rouge dell’esposizione: “L’idea del “memento mori” sembra percorrere tutta la nuova mostra da Eduardo Secci” (Marco Meneguzzo). La mostra ospita una decina di opere recenti, tra cui, ci dice Daniele Capra, “spiccano opere di grande dimensione e di grande impegno produttivo. Il teschio realizzato con il tubo corrugato è di grande impatto, data l’imponenza e la collocazione. È una mostra che ha la capacità di aggredire visivamente lo spettatore”.

Edoardo Secci, ph Marco Russo, courtesy Eduardo Secci Contemporary.

Edoardo Secci, ph Marco Russo, courtesy Eduardo Secci Contemporary.

Il giovanissimo gallerista Eduardo Secci, già dal 2009 direttore artistico della San Gallo Art Station, ha aperto nel dicembre 2012 la Eduardo Secci Contemporary, spazio in cui dà voce al suo personale gusto artistico, strettamente legato al contemporaneo e quindi ad artisti che, come Paolo Grassino, lavorano su tematiche attuali, ai quali affida progetti da realizzare nella propria galleria e opere site-specific per spazi urbani.
La volontà di aprire questa nuova sede è motivata dalla possibilità di disporre di uno spazio in cui dare risalto all’attività espositiva e agli eventi riguardanti le mostre: la scelta non casuale di via Maggio, storica sede delle più prestigiose gallerie fiorentine, rende esplicita la volontà del giovane gallerista di mettersi in relazione con altre gallerie e musei del centro storico, cercando di avvicinarsi maggiormente al grande pubblico. Daniele Capra ci parla con entusiasmo di questo progetto: “Mi ha colpito il coraggio e la voglia di arrivare, non comuni, di Eduardo. E poi la sua concentrazione. Ha tutti i requisiti per crescere e da parte mia non potrò che cercare d’essere d’aiuto. Di sicuro c’è tanta energia e volontà di far bene in campo!”

Exhibition view, ph Marco Russo, courtesy Eduardo Secci Contemporary.

Exhibition view, ph Marco Russo, courtesy Eduardo Secci Contemporary.

L’apertura di un centro d’arte contemporanea è inoltre un’importante conferma del fatto la città di Firenze stia cercando negli ultimi anni di abbattere il pregiudizio (non sempre infondato) che la dipinge come un luogo culturalmente stagnante e adagiato su un’eredità artistica e architettonica, che ne rappresenta senza dubbio la ricchezza, ma anche il principale freno per un’apertura alla novità e al contemporaneo. L’ingresso in via Maggio della Eduardo Secci Contemporary, a pochi passi da istituzioni storiche come la Galleria Pananti e da un importante centro d’arte contemporanea come la Strozzina, rappresenta quindi un ulteriore passo nella sensibilizzazione del pubblico fiorentino verso l’arte contemporanea ed è indice di una nuova vivacità culturale finalmente riacquisita dalla città.

Ph Marco Russo, courtesy Eduardo Secci Contemporary.

Exhibition view, ph Marco Russo, courtesy Eduardo Secci Contemporary.

www.eduardosecci.com
www.paolograssino.com
www.youtube.com

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