Tra il settembre del 1959 ed il luglio del 1960 Milano è stata animata dall’avventura della rivista Azimuth (e dell’omonima Galleria, ma senza l’acca finale) durata nemmeno un anno ma anticipatrice di una stagione artistica di respiro internazionale, quella dell’arte concettuale e di comportamento.

Enrico Castellani (Castelmassa, 1930) con la sua “tavolozza” di motivi ottici – così definita da Germano Celant – di curve, vortici, assembramenti e rarefazioni, ha segnato attraverso la tensione interna delle superfici, poi articolate anche in spazi angolari o nell’ambiente, l’arte del nostro tempo.
L’Archivio Castellani, situato in Via De Amicis a Milano, ha una storia relativamente recente: attivo dalla fine degli anni Novanta, custodisce presso la propria sede tutto il materiale bibliografico, documentario e fotografico che riguarda le opere ed il percorso artistico ed espositivo dell’artista. Il primo impegno dell’Archivio all’atto della sua fondazione è stato il lavoro di ricerca di materiali, di documenti e di libri presso biblioteche, istituzioni ed altri archivi, al fine di acquisire quanto di interesse per documentare l’opera di un maestro la cui personalità è sempre stata refrattaria all’idea di artista “archivista di se stesso”.
Oggi la sede dell’Archivio Castellani comprende la documentazione cartacea e digitale relativa a tutte le opere (tele, sculture, ambienti, carte e multipli) eseguite dall’artista a partire dal 1953; una biblioteca tematica con cataloghi di mostre personali e monografie, cataloghi di rassegne collettive, libri d’artista, volumi fotografici, di storia dell’arte e a carattere generale, riviste, video, inviti, manifesti; scritti dell’artista editi ed inediti, lettere e corrispondenza varia; riproduzioni fotografiche di allestimenti e ritratti.

Bricks, Celleno (Viterbo) 2012, per gentileconcessione dell'Archivio Castellani

Bricks, Celleno (Viterbo) 2012, per gentile concessione dell’Archivio Castellani

Federico Sardella, curatore dell’Archivio diretto da Renata Wirz, racconta l’impegno quotidiano per far fronte a richieste da parte di musei ed istituzioni, studiosi e studenti, collezionisti privati, case d’asta, gallerie e mercanti, i quali, in linea di massima, ottengono risposta in tempi molto brevi: “Teniamo molto al rapporto di fiducia che abbiamo instaurato con l’esterno e credo sia un punto di forza dell’Archivio garantire un riscontro ed una presenza giornaliera”.
In tema di mercato, ad esempio, l’Archivio ha dovuto affrontare recentemente anche l’interesse per i documenti in senso lato e per quelli correlati alle opere che, specialmente se di difficile reperimento, sono essi stessi oggetto di un mercato parallelo a quello dei dipinti.
Il ruolo dell’Archivio rispetto ai documenti è quello della conservazione e della trasmissione del patrimonio, oggi interamente digitalizzato ma per cui non è prevista, al momento, alcuna forma di condivisione attraverso le nuove tecnologie.
Per quanto concerne il rilascio delle autentiche, l’Archivio rispetta una politica di rigorosa gratuità e scientificità; la registrazione delle opere avviene nel massimo rispetto della privacy dei proprietari ed ha luogo dopo attento esame dei lavori e non solo attraverso la valutazione di materiale fotografico o di immagini digitali”.
Il problema di creare una rete degli archivi d’arte nazionali è sicuramente sentito ma le problematiche relative alle modalità così diverse con le quali le differenti strutture operano sul territorio italiano, risultando spesso incompatibili fra loro, rende molto difficile la genesi di un’associazione alla quale gli Archivi possano fare capo, come accade invece per le Gallerie d’arte moderna e contemporanea. Il problema dei falsi o “manufatti” – così li chiama ironicamente Castellani – che raramente hanno colpito l’opera del maestro, è stato ulteriormente scongiurato attraverso la pubblicazione di uno strumento fondamentale per l’identificazione delle sue opere, il Catalogo Ragionato edito da Skira nel 2012 che comprende 1103 opere su tela realizzate fra il 1955 ed il 2005, a cui farà presto seguito il catalogo ragionato dell’opera su carta ed il progetto di una pubblicazione dedicata all’opera grafica ed a tutto quanto è inscrivibile o catalogabile come multiplo; pubblicazioni che saranno promosse e curate dalla nascente Fondazione Enrico Castellani, con sede a Milano e a Celleno.

Da: www.archiviocastellani.it

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