Prima di esportare opere d’arte è importante conoscere le norme che regolano la circolazione dei beni culturali onde evitare d’incorrere in spiacevoli sanzioni penali.

A tal proposito bisogna far riferimento al Codice dei beni Culturali e del Paesaggio che, agli artt. 65 e seguenti, individua gli adempimenti necessari per poter esportare legalmente le opere d’arte. In tale ambito il legislatore individua i beni che, in base alle loro caratteristiche, non possono essere trasferiti definitivamente all’estero, oppure possono essere esportati in via definitiva solo previa autorizzazione ministeriale, o ancora possono uscire liberamente dal territorio nazionale. Più in dettaglio, le norme in parola precisano che:

  • per i beni sottratti in via generale al definitivo trasferimento all’estero si intendono tutti i beni che, mediante apposito provvedimento o in seguito a verifica se di proprietà pubblica, sono stati dichiarati d’interesse culturale particolarmente importante. In via precauzionale, prima che sia intervenuta la sopracitata verifica, il legislatore vieta l’esportazione di tutti i beni di proprietà pubblica o di enti privati senza finalità di lucro che siano opera di autore non più vivente e la cui esecuzione risalga a oltre cinquanta anni.
  • Fuori dei casi previsti al punto precedente, è invece necessario ottenere l’autorizzazione ministeriale preventiva per trasferire all’estero in via definitiva: a) i beni a chiunque appartenenti, che presentino interesse culturale, e che siano opera di autore non più vivente e la cui esecuzione risalga ad oltre cinquanta anni; b) gli archivi e i singoli documenti, appartenenti a privati, che presentino interesse culturale; c) alcuni beni elencati all’articolo 11 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio. In tali casi, se non vi sono motivi ostativi, viene rilasciata dall’Ufficio Esportazioni un attestato di libera circolazione delle opere cha ha validità di 36 mesi dalla data di emissione.
  • Non è soggetto ad autorizzazione il trasferimento all’estero di beni che sono opera di autore vivente o la cui esecuzione non risalga ad oltre cinquanta anni, fermo restando che in tal caso l’interessato ha tuttavia l’onere di comprovare al competente ufficio di esportazione la sussistenza di tali requisiti.

In ogni caso è importante sottolineare che tutti i beni culturali, sottratti o meno al definitivo trasferimento all’estero, possono uscire dai confini nazionali in via temporanea, per gli scopi individuati dalla normativa in vigore. In tal caso il legislatore obbliga l’interessato a munirsi di apposito attestato di circolazione temporanea.
Fermo restando quanto sopra, bisogna tenere presente che in caso di trasferimenti dei beni al di fuori dell’Unione Europea si deve fare riferimento a quanto disposto dal Regolamento (CE) n. 116/2009 in merito alle licenze di esportazioni extra U.E., con particolare riferimento soprattutto alle soglie di valore delle opere d’arte per stabilire quando è necessario richiedere tali licenze.

Si rappresenta, infine, che è in corso di definizione una proposta del disegno di legge che dovrebbe innalzare la soglia della notifica delle opere d’arte da 50 a 70 anni L’emendamento affronta anche il nodo della soglia di valore delle opere ai fini dell’esportazione stabilita dal Regolamento (CE) n. 116/2009.
In ogni caso, prima di trasferire all’estero un’opera d’arte, è sempre buona norma rivolgersi all’Ufficio Esportazione di oggetti d’arte e d’antichità competente per territorio in modo da evitare di incorrere in procedimenti giudiziari le cui conseguenze, in base all’art 174 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio,  possono comportare la reclusione da uno a quattro anni o con la multa da euro 258 a euro 5.165, oltre alla confisca dei beni.

 

Luca Poli
Maelström Art Gallery

 

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Copertina: David Zwirner, © Art Basel

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