Elena Volpato, curatore e conservatore della VideotecaGAM, presenta i video delle animazioni politiche di Piero Gilardi in proiezione fino a giugno 2016.

May days in Turin 1981-2013 è il titolo della mostra che inaugura il 2016 della VideotecaGAM all’insegna del tema politico e della consapevolezza dell’importanza che queste animazioni di strada assunsero non solo per Torino ma per tutta quella generazione che ha vissuto i grandi cambiamenti della storia politica del nostro paese.
Il teatro di strada è la forma espressiva che contraddistingue Piero Gilardi nel suo essere artista e promotore di tali iniziative performative che ebbero inizio dalla metà degli anni Settanta protraendosi fino a oggi. La sua arte militante e relazionale, rifiutando i sistemi tradizionali dell’arte e avvicinandosi alle masse, è ben documentata nei filmati che lo ritraggono direttamente o indirettamente nei cortei torinesi del 1° maggio, Festa del Lavoro.
Piero Gilardi stesso dichiarò nel suo libro Dall’arte alla vita, dalla vita all’arte (1981) di sentirsi “personalmente impegnato in un processo culturale di respiro storico” ed è per questo motivo che, da un’intuizione della fine degli anni Sessanta, cercò sempre di far entrare l’arte nella vita attraverso il rifiuto dei dettami artistici e, con la conseguente fuoriuscita dal mercato dell’arte, la partecipazione politica diretta. Il risultato è stato la pratica artistica collettiva legata alla vita concreta ma subordinata all’ideologia che si attuò attraverso la formazione e la partecipazione del collettivo La Comune di Torino, dopo la scissione con Dario Fo nel 1974. L’interesse verso i problemi politici della cultura di base da parte dell’organizzazione comunista Avanguardia operaia diede una forte svolta al collettivo che iniziò a intervenire nei cortei del 1° maggio dal 1977 in poi con il teatro di strada che diventa espressione di un periodo storico e politico ma anche e soprattutto artistico. Piero Gilardi mette al servizio della comunità la sua arte e il suo essere artista nel mondo non solo limitandosi alla denuncia dei soprusi politici bensì intervenendo come forma di valorizzazione di quelle categorie sociali emarginate.
Ancora oggi Piero Gilardi fideisticamente continua la sua lotta per la trasformazione della quotidianità attraverso il PAV-Parco Arte Vivente dove, promuovendo una nuova visione di arte del vivente, sperimenta interazioni e installazioni di opere d’arte ambientale ed ecologica.
Grazie alla collaborazione della curatrice e direttrice della VideotecaGAM, Elena Volpato, è stato possibile indagare e approfondire alcuni aspetti storico-artistici relativi alla mostra e le tematiche archivistiche e conservative legate all’acquisizione da parte della Collezione di Video d’artista.

Agnelli-morte_Teatro di Strada_ViaPo_Torino

Valeria Ceregini: Come nasce il dialogo fra la VideotecaGAM di cui rivesti il ruolo di responsabile e l’archivio della Fondazione di Piero Gilardi?
Elena Volpato: Più che un dialogo tra istituzioni, il rapporto è stato di natura personale. Il mio desiderio era quello di arricchire e proseguire il ciclo d’incontri e mostre con cui la VideotecaGAM sta ripercorrendo alcuni aspetti della storia del video in Italia tra anni Sessanta e Settanta. Il lavoro di Piero Gilardi ne rappresenta un capitolo irrinunciabile che mi ha permesso di ripensare il rapporto che il video ebbe con le performance e il teatro di strada e approfondire in che modo si offrì a strumento di alcune radicali istanze sociali e politiche di quegli anni. Piero Gilardi ha abbracciato l’impegno sociale e politico con una coerenza di cui pochi altri sono stati capaci.
Quando, grazie ai fondi della Fondazione per l’arte moderna e contemporanea CRT, mi è stato possibile assicurare al nostro archivio il montaggio di molte delle performance immaginate da Piero Gilardi e dal suo collettivo per le manifestazioni del primo maggio, mi è parso naturale chiedere all’artista di presentare al pubblico della VideotecaGAM un’esposizione sulla parte del suo lavoro più squisitamente politica.

V.C.: Quale attenzione particolare hanno suscitato in te i video delle animazioni di Piero Gilardi? E, soprattutto, quale valore artistico contemporaneo e potenzialità per il futuro scorgi in essi dal momento che sono divenuti parte integrante del patrimonio di filmati del museo?
Elena Volpato: Il loro valore è storico e documentario. Il teatro di strada è una forma d’arte che sopravvive nel tempo solo attraverso i documenti. La natura straordinaria del progetto e del filmato sta nella puntualità dell’impegno dell’artista e nella possibilità di poterne leggere la storia e la coerenza negli anni attraverso il montaggio. 

V.C.: I video di Piero Gilardi hanno come protagonista le animazioni politiche collettive che hanno avuto luogo per le strade torinesi, come testimoniano alcuni dei video in mostra. La GAM, in quanto Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, si è voluta fare carico e portavoce della loro valenza documentaristica soprattutto per la città di Torino?
Elena Volpato: Direi che il loro valore è universale. Le istanze politiche che queste animazioni sollevano sono di natura nazionale. L’oggetto dell’ironia sono in genere i rappresentanti del governo. Certo Torino non è una città come un’altra. Qui quarantamila operai nel 1980 hanno sfilato per le strade in protesta. Marciarono lungo quella via Roma che vediamo popolata di manifestanti nelle riprese di Piero Gilardi. Quello fu un momento cruciale nel determinare alcune scelte anche esistenziali dell’artista.

V.C.: Tu, oltre a essere responsabile della Collezione di Film e Video d’Artista, ricopri anche il ruolo di conservatore. Per questo vorrei chiederti con quale supporto si presentano i video di Piero Gilardi e quali metodologie conservative e archivistiche sono previste per la loro preservazione e valorizzazione?
Elena Volpato: Abbiamo acquisito il filmato sotto forma di file digitale. Attualmente non ci sono pratiche che mettano al sicuro la qualità originaria dell’opera che comunque ci giunge già come risultato di molteplici passaggi dalla pellicola al video. L’unica precauzione possibile è il back up e una continua pratica di riversamenti.

 

Valeria Ceregini

gamtorino.it/videotecaeventi
Copertina: 1 maggio 1983, Torino. Collettivo Grafica e animazione. Credits Fondazione Centro Studi Piero Gilardi.

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