La prima parte dell’ambizioso progetto di Christian Beaux, direttore della Monnaie de Paris, sta per vedere finalmente la luce.

Istituzione tra le più antiche della città, nata nel IX secolo sull’Ile de la Cité e ora dal 1774 sita sul quai de Conti in dialogo con il Louvre, la Monnaie è stata sottoposta ad un’operazione di valorizzazione e rinnovamento seguendo un’idea che data già al 2009. In quell’anno il concorso “Metalmorhposes” (il riferimento al metallo si allaccia all’attività di conio delle monete dell’istituzione) che vede vincitore l’architetto urbanista Philippe Prost; nel 2011 l’inizio dei lavori con un budget autofinanziato pari a 70 milioni di euro; l’inaugurazione questo 25 ottobre.
Storica cassaforte della città, simbolo di sicurezza e di potenza, la Monnaie vuole aprire le porte al pubblico francese e internazionale, che avrà in questo modo la possibilità di scoprire la sede di alcuni tra i più antichi ateliers artisanales, scrigni che conservano le più antiche pratiche artigianali e di lusso del paese. I vecchi atelier verranno restaurati e saranno accessibili al pubblico a partire dal 2016 assieme al Musée de la Monnaie con i circa 140000 pezzi della sua collezione. L’apertura all’esterno sarà simbolicamente rappresentata dal progetto di Prost che prevede che i locali del palazzo siano attraversabili da parte a parte, con accesso anche alle corti interne e ai giardini.

Chocolaterie ® Didier PLOWY

Chocolaterie ® Didier PLOWY

Lo scorso week end è stato invece il contemporaneo il vero protagonista, secondo l’altro punto cardine di questo progetto culturale che si propone di offrire al pubblico una proposta accattivante, in un intelligente melange di tradizione e avanguardia. Sotto la direzione di Chiara Parisi ha aperto infatti una fitta attività legata all’arte contemporanea, incentrata soprattutto sulle mostre, di cui sono previste quattro l’anno.
Speriamo che la scelta dell’artista d’apertura non sia di cattivo presagio: la prima personale è infatti affidata all’artista statunitense Paul McCarthy, vittima nei giorni scorsi degli atti vandalici ricaduti sulla sua opera “Tree” sita in place Vendome come evento collaterale di FIAC!. Questi, a seguito della profanazione e di un attacco fisico subito da un passante che lo ha schiaffeggiato durante l’installazione dell’opera, ha deciso che questa non sarebbe stata reinstallata.

P+ No+ en chocolat face ® Didier PLOWY

P+ No+ en chocolat face ® Didier PLOWY

La mostra presentata alla Monnaie, Chocolate Factory, accoglie il pubblico con una serie di opere gonfiabili proprio simili al “Tree”, le cui forme rimandano all’albero di natale, ma anche ad oggetti di piacere. A seguire, nell’opulento salone Guillaume Dupré, troviamo ad accoglierci una vera e propria catena di montaggio: Paul McCrtahy ha infatti ingaggiato un’intera di patisserie francese, che produce a ritmo incessante piccole figurine di cioccolato, acquistabili all’ingresso o al bookshop. L’artista propone in un sala che richiama gli antichi splendori dell’artigianato di lusso, un tipo di artigianato più brutale, industriale, meccanico, ma che porta alla creazione di un prodotto raffinato come il cioccolato.
Questo confronto, stridente ma riuscito, inaugura quella che sembra annunciarsi come una prolifica attività della nuova Monnaie. Per i prossimi mesi sono già stati fatti i nomi degli artisti Marcel Broodthaers, Tatiana Trouvé, Pawel Althamer, Thomas Schütte e Chris Burden. A partire dal 2015 si darà il via anche a “Factory”, il programma di residenza per artisti emergenti.

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