La nona edizione di Fotografia Europea a Reggio Emilia, inaugurata ad inizio maggio, ha come tema principale “Vedere. Uno sguardo infinito”, l’atto stesso che sta alla base della fotografia.

Una serie di mostre, che presentano artisti eterogenei, con esperienze distanti, per non dire difficilmente associabili, appartenenti ad epoche diverse, dagli inizi della fotografia fino ai giorni nostri, trovano nel tema dello sguardo un punto in comune. Si parte dagli inizi del Novecento, con una mostra curata da Harri Kalha, in cui sono esposte circa 300 cartoline di inizio secolo, dove rappresentazioni fantastiche riproducono scene di svago, passione o di moda attraverso un prematuro uso del fotomontaggio. I toni pastello enfatizzano la resa di un’atmosfera onirica, surreale, che mostra uno sguardo incantato ed effettivamente infinito, non solo sulla rappresentazione del “reale”, ma anche sulle possibilità del mezzo fotografico. Impossibile non trovare un’assonanza cromatica con la poetica serie di fotografie esposte nella mostra perno di tutta la manifestazione, ovvero la grande retrospettiva dedicata al maestro emiliano Luigi Ghirri. La stessa mostra presentata al MAXXI lo scorso anno, curata da Francesca Fabiani, responsabile dei fondi fotografici del MAXXI, e da Laura Gasparini, responsabile della fototeca della Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia. È proprio qui che è conservato il fondo di Luigi Ghirri e da cui provengono la maggior parte delle opere esposte in mostra. La biblioteca, dotata di catalogo online digitalizzato, sta assolvendo al ruolo di “archivio-museo” delle opere di artisti contemporanei che hanno partecipato alle scorse edizioni di Fotografia Europea, acquistate dal Comune di Reggio, espone nei suoi spazi una piccola retrospettiva della collezione.

GERMANY. At the Baltic Sea. 1933. Wrestling boys.

Wrestling boys at the Baltic Sea, Germany, 1933 © Herbert List / Magnum Photos

L’altro grande polo di interesse di questa nona edizione è senza dubbio il progetto HOST con la Magnum Photos, che ha curato diverse manifestazioni, tra cui tre giorni di masterclass con fotografi professionisti. La punta di diamante di questa collaborazione è ovviamente la retrospettiva dedicata ad Herbert List, a cura di Peer-Olaf Richter, presentata per la prima volta a Reggio Emilia. I cento scatti presenti in mostra, il cui bianco nero è in netto contrasto con il dolce colore di Ghirri a pochi metri di distanza, mostrano la poliedricità tipica del maestro tedesco e l’infinità di uno sguardo che non ha mai smesso di mettersi in gioco e di indagare la realtà sotto i suoi aspetti più disparati.
Ricordiamo inoltre le mostre di Sarah Moon e “Alfabeto” di Claudio Parmiggiani, altro artista emiliano, in una serie di opere realizzate proprio in collaborazione con Luigi Ghirri, in una sorta di apologia dell’arte emiliana.
Dato il grande successo riscontrato, la chiusura della maggior parte delle mostre è stata posticipata di oltre un mese, dando la possibilità ai “ritardatari” di lasciarsi trasportate in questa infinita esperienza dello sguardo fino al 27 di luglio.

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