La fiera dell’arte a Milano non può prescindere dal moderno e dal design.

La diciannovesima edizione di MiArt, che vede per la seconda volta la direzione di Vincenzo de Bellis con la sua squadra, conferma che la convivenza serrata tra moderno e contemporaneo di cui è spesso stata criticata la fiera milanese, raccolta negli spazi ristretti del padiglione 3 di Fieramilano City, può funzionare, può ritagliarsi “una sua precisa identità nel panorama internazionale”, come afferma de Bellis, che sostiene il connubio tra arte, design e moda. Una volontà messa in campo attraverso la creazione specifica della sezione Object, dedicata alle gallerie attive nella promozione di oggetti di design contemporaneo concepiti in edizione limitata e fruiti come opere d’arte, e dalla collaborazione con la Fondazione Trussardi per un programma di mostre di videoarte a cura di de Bellis e Massimiliano Gioni.
La fiera presenta 148 gallerie, quasi la metà straniere, oltre quattromila opere e 800 artisti. Nella sezione Established espongono 64 gallerie di contemporaneo e 42 gallerie che propongono artisti storicizzati, tra cui la galleria Tornabuoni che presenta, tra gli altri, alcuni quadri di Lucio Fontana valutati oltre 1 milione di euro; nella sezione Emergent, focalizzata sulla ricerca di giovani artisti, le gallerie sono quasi tutte straniere (tra le altre Sandy Brown di Berlino; Carlos Ishikawa di Londra, Essex Street di New York, Freedman Fitzpatrick di Los Angeles).

THENnow, Carla Accardi, galleria Massimo Minini, Brescia; Nicolas Party, The Modern Institute, Glasgow, MyTemplArt Magazine
MiArt 2014, THENnow section, Carla Accardi, galleria Massimo Minini, Brescia; Nicolas Party, The Modern Institute, Glasgow

La sezione più curata e museale della fiera è  THENnow che, modulando l’esperienza di Artissima di Torino, vede artisti di ultima generazione accostati a nomi che hanno fatto la storia: Carla Accardi e Nicolas Party, Mario Schifano e Cory Arcangel sono tra i dialoghi più riusciti.
Novità rispetto all’edizione precedente è la sezione Confluxus, nuova piattaforma che propone progetti site-specific di artisti rappresentati da gallerie provenienti dall’America Latina, Medio Oriente, Stati Uniti e Europa tra cui si segnala Gaspar Libedinsky, artista di punta della galleria Praxis che si divide tra New York e Buenos Aires. Il programma di conferenze ambisce a portare a Milano relatori di diverse nazionalità come momento di riflessione sulla difficile situazione dell’arte contemporanea e sul mercato dell’arte globalizzato, con interventi che vedono tra gli altri la partecipazione di artisti come Joan Jonas e Jürgen Teller; tra i curatori Jean-Hubert Martin e Juan A. Gaitán; collezionisti del calibro di César Cervantes, Andy Stillpass, Thea Westreich e Patrizia Sandretto Re Rebaudengo.

MiArt 2014, Conflux section, Gaspar Libedinsky, Praxis, Buenos Aires - New York

MiArt 2014, Conflux section, Gaspar Libedinsky, Praxis, Buenos Aires – New York

Meglio investire sul moderno o il contemporaneo? Vincenzo de Bellis conferma che l’arte “è uno degli ambiti dove conviene investire”. Sul cosa comprare, però, de Bellis mette in guardia da “una tendenza a spingere eccessivamente su artisti sempre più giovani”, concludendo che “c’è molto entusiasmo in questo mercato e si collezionano artisti sempre più in erba; sarebbe meglio cercarne di più consolidati”. Il caso Murillo, artista colombiano classe 1988 che l’anno scorso esponeva a MiArt opere da 25mila euro e recentemente è stato battuto all’asta da Christie’s a 253 mila pound è l’esempio di ciò che segnala de Bellis, consapevole delle tendenze speculative su cui versa oggi buona parte del mercato (fonte Ansa). Il merito della direzione de Bellis è di aver dato vita ad un’edizione di MiArt che, seppur nei limiti degli spazi a disposizione, ha raggiunto un livello di respiro internazionale che non si vedeva da anni nella fiera d’arte milanese.

 

 

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