Poche location adibite a spazi per manifestazioni artistiche risultano suggestive come quella dell’Ex Carcere Le Nuove di Torino.

L’aspetto vincente della fiera The Others è anche questo, laddove la spazialità connotata del carcere sembra dare l’abbrivio all’ispirazione compositiva e lo spettatore, varcando le soglie delle strette celle, si indirizza agli spazi mobili della fantasia poetica.

L’edizione appena trascorsa della fiera ha presentato un vasto panorama di artisti e creativi (la quasi totalità nata negli anni ’80) e realtà emergenti – la maggior parte di ottima qualità – vivaci ed attive nel territorio: associazioni e fondazioni, collettivi, progetti editoriali, premi d’arte, residenze per artisti, scuole e accademie d’arte.

Tra le tendenze artistiche principali in questa edizione l’indagine del rapporto tra uomo e natura; l’elaborazione del legame documento-memoria; un indirizzo di ricerca illustrativo-onirico; l’interesse per le tematiche sociali ed ambientaliste.

I giovani autori di fotografia riscoprono l’analogico e la sperimentazione sulle tecniche di impressione: è il caso dello svedese Johan Osterholm, il quale ha esposto una serie di immagini lunari conservate su lastre in vetro degli anni ’20 e ’30, ereditate dal suo bisnonno, assieme a nuovi lavori che sperimentano la pellicola fotosensibile; i fratelli Marvellini, invece, hanno reinterpretato in camera oscura i ritratti di personaggi degli anni tra le due guerre in veste di supereroi pop, arricchendo il layout di cornici originali anni ’30 e ’50.

Johan Osterholm, The Sea of Dreams, 2014, MyTemplArt Magazine

Johan Osterholm, The Sea of Dreams, 2014

Silvia Margaria per lo stand del premio Autofocus 6 ha esposto il nuovo progetto De-costruzioni, un lavoro nato dalla raccolta di diapositive originali che svelano nei tasselli mancanti figure, paesaggi e colori, per una nuova semantica dell’immagine. Sempre per Autofocus Simone Bubbico, vincitore del premio, ha riletto in chiave scultorea il suo percorso di street artist.

Il rapporto uomo-ambiente è stato affrontato da Daniele Carpi in prospettiva ibrida ed organica attraverso l’elaborazione di una testa antropomorfo-vegetale che quasi rivendica il “verde” quale agente di cambiamento dei processi sociali (Dimora Artica).

Rilevante l’attività dell’Alviani Art Space di Pescara che ha presentato il suo bouquet di artisti – tra cui le interessanti sculture in poliuretano sul tema dell’evoluzione di Gloria Sulli – e le attività dello spazio che conserva al suo interno l’opera cinetica di Getullio Alviani realizzata per Fuori Uso 1995.

La côté politica è stata rappresentata allo stand di Glenda Cinquagrana con Aldo Soligno: Let Them Show Their Faces è un progetto fotografico e performativo che denuncia la politica discriminatoria del governo ugandese, dove a seguito della legge anti-gay passata lo scorso febbraio, diverse testate editoriali hanno pubblicato foto di sospetti omosessuali, per cui è previsto l’ergastolo; Soligno ha ritratto di spalle ed in controluce i membri del comitato attivista LGBT e durante i giorni della fiera ha chiesto ai visitatori della di partecipare, lasciandosi ritrarre di spalle, alla denuncia.

Tra le voci in fiera, quella di Mr. Savethewall, presentato da Chiara Canali, è stata la più sensazionalista: la bolla speculativa dell’arte, oggetto del progetto, è stata rappresentata nei suoi eccessi dall’esplosione di “dollart” (nuova moneta di conio con il ritratto di Jeff Koons al posto di George Washington) su tutta la superficie dello spazio espositivo, anticipando l’installazione di Maurizio Cattelan a Palazzo Cavour, affronto e tributo al tempo stesso al sistema dell’arte contemporanea.