Lo scorso 17 maggio ha inaugurato a Parma presso la restaurata sede di Palazzo Sanvitale un nuovo museo dedicato al pittore parmigiano Renato Vernizzi.

Il progetto è nato dalla volontà del figlio dell’artista, Luca Vernizzi, di valorizzare e dare il giusto risalto all’opera del padre. Presente all’inaugurazione, racconta di aver contattato qualche anno fa, sotto consiglio dell’avvocato Trabucchi, il Banco Monte Parma: “Rimasi quasi scioccato quando il presidente del Banco Monte Parma mi disse che avevano proprio intenzione di valorizzare l’opera di un artista parmigiano. Quindi in un colpo solo abbiamo avuto modo di realizzare un museo e la catalogazione generale”.

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Il catalogo generale, uscito in 3 volumi, è stato interamente curato dallo stesso Luca Vernizzi e da Elena Pontiggia, la quale sottolinea il valore di questo artista e quindi l’importanza di questa nuova istituzione: “Renato Vernizzi è stato un protagonista della pittura italiana dagli anni Trenta al dopo guerra. È stato in contatto con i principali movimenti dell’epoca, ma ha sempre seguito una strada strettamente personale e autonoma”.
Renato Vernizzi ha avuto una formazione legata da una parte allo studio della figura e dell’anatomia, grazie agli insegnamenti accademici di Paolo Baratta e dall’altra alla sperimentazione del colore, influenzata dall’esperienza diretta e più istintiva nella bottega del padre Ettore. Il periodo parmigiano degli anni Venti, di stampo prettamente novecentista, legato alla solidità delle figure, è seguito dal trasferimento a Milano, dove Vernizzi si avvicina al movimento chiarista, stringendo amicizia con i maggiori esponenti di questa corrente, in particolare con Angelo Del Bon. Le opere di questo periodo sono caratterizzate da una nuova esilità delle forme, da una natura che non è più tridimensionale, ma che rivela un aspetto più malinconico, leggero e fragile. Proprio questa poeticità delle forme caratterizza tutta la produzione di Vernizzi, la cui pittura, come spiega ancora la Pontiggia, “è cosa mentale, non sentimentale. I sentimenti che lo animano sono sempre sottoposti allo scrutinio del pensiero, in modo da evitare la teatralità del grido. La sua è una commozione introversa, pudica, meditativa”.

Renato Vernizzi

Renato Vernizzi

Il nuovo museo raccoglie un’importante selezione di opere, circa sessanta, che, come spiega il Pier Paolo Mendogni, il consulente artistico dei Musei Fondazione Monteparma, vogliono illustrare il percorso pittorico di Vernizzi: “Si parte delle opere giovanili degli anni Venti, cui segue l’esperienza del chiarismo, arricchita da richiami fauve, e si continua con una straordinaria galleria dei ritratti degli anni Cinquanta, fondati su una rilettura della pittura classica europea, e i paesaggi degli anni seguenti, che brillano di colori più intensi”.
Il percorso si conclude con la ricostruzione dello studio dell’artista, arricchito da copie di carteggi con importanti personaggi dell’epoca, quali Cesare Zavattini e Dino Buzzati. Il museo, aperto la mattina dal martedì alla domenica con ingresso libero, prevederà anche una serie di visite guidate e attività didattiche per le scuole, seguite dalla consulente alle attività museali, Maria Chiara Cavazzoni.

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