È stato stimato che intorno ai 36 milioni di persone siano decedute a causa di complicazioni dovute all’AIDS da quando questa malattia venne scoperta nei primi anni ottanta; ulteriori statistiche stabiliscono che 35.5 milioni di persone stiano attualmente vivendo con il virus.

L’HIV o virus dell’immunodeficienza umana è una malattia devastante per cui, fino ad oggi, non esiste una cura permanente. Tongues Untied è un’esposizione nata dalla collaborazione tra il Museo d’Arte Contemporanea di Los Angeles (MOCA) e l’assistente curatoriale Rebecca Matalon del Pacific Design Center, aperta al pubblico fino al 13 settembre 2015.

Il titolo dell’esposizione è tratto dal documentario d’avanguardia Tongues Untied del regista, poeta, attivista gay ed artista Marlon Riggs. Nel 1989, ispirato dalla sua esperienza di uomo di colore omosessuale durante il culmine della crisi dell’AIDS, creò un’opera d’arte che esplora i temi della sessualità, dell’omofobia, della discriminazione e della profonda ignoranza sull’HIV con tutte le conseguenze di emarginazione che ne conseguono. Come il titolo del film suggerisce, l’esposizione dà voce ad una minoranza etnica e sessuale che di voce non ne ha. La mostra include lavori dalla collezione permanente del MOCA di artisti gay come Marlon Riggs, Félix González-Torres e John Boskovich, fotografie di Nan Goldin ed un’installazione di Adam Rolston. La maggior parte degli artisti presentati, incluso Riggs, sono morti a causa di complicazioni legate all’AIDS.

 

Tongues Untied by Marlon Riggs, Courtesy MOCA, Los Angeles

Tongues Untied by Marlon Riggs, Courtesy MOCA, Los Angeles

Quando il film Tongues Untied è stato mandato in onda per la prima volta nel 1991, creò uno scandalo nazionale attirando il feroce commento del candidato Repubblicano alle elezioni presidenziali, Pat Buchanan, che lo definì come “arte blasfema e pornografica”. Riggs rispose coraggiosamente scrivendo sul New York Times che …“la forma più vile di oscenità è nel governo del nostro paese”.

Nell’opera “Untitled” (A Corner of Baci), creato dall’artista Cubano Félix González-Torres nel 1990, l’artista, organizzando una pila di cioccolatini Italiani “Baci” in un angolo della stanza, invita i visitatori a servirsi per poi riempire mano a mano il mucchio che diminuisce. L’attiva partecipazione del pubblico che prende i dolcetti suggerisce l’idea della perdita seguita da una sorta di rigenerazione. Ancora Torres è autore di “Untitled” (March 5th) #2, installazione composta da due lampadine legate con le loro corde, un’allegoria che esprime la profonda connessione dell’artista al suo amante, Ross Laycock, vittima dell’AIDS nel 1991. L’artista stesso morì nel 1996 per via della stessa malattia.

Un’esposizione straziante ed intensa, Tongues Untied, è incentrata su una delle peggiori crisi che il mondo abbia mai conosciuto e che sta ancora affrontando. Questa selezione di lavori rivela la perdita, la disperazione, lo stigma sociale, l’isolamento e la discriminazione causati dall’AIDS. Allo stesso tempo però mette in luce artisti visionari e dotati di una profonda sensibilità.

Deborah Galante

 

Fino al 13 settembre 2015

http://www.moca.org/

Cover image: Installation view, Courtesy the MOCA, Los Angeles

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